BRAGGY E ALBERTO PORSCHE

Domenica vista la bella giornata ho deciso di portare la famiglia appena guarita da bronchite e febbre, a fare un giro al lago di Caldonazzo. Era da un po’ che non si vedeva una giornata così serena e calda e così molte altre persone hanno avuto la mia stessa idea. Dopo aver sfamato le oche di metà lago con i panini sottratti al Marsilio, abbiamo percorso qualche centinaio di metri in riva la lago e ad un certo punto chi t’incontro? Braggy, Alberto Porsche e consorti. Non stò ad esprimere la simpatia e i soliti apprezzamenti per le dolci donzelle ma vorrei soffermarmi sui due nuovi acquisti dell’Olympiadoss.

Braggy: giacchettina da universitario e occhiali da Silvester Stallone in Cobra, sorriso a 32 denti e aria brillante, mostrava sicurezza per il gol segnato il giorno prima nella partita vinta 10-1 ( no me pareva giustificata tut sta felicità vist che ha segnà chiunque).

Alberto porsche: nonostante il periodo un po’ opaco del calciatore, sembrava allegro ma discutendo siamo arrivati a due possibili cause che hanno condizionato il rendimento nelle ultime gare da quando ha indossato la maglia n° 25 Roby Baggio di Mr Libba:

1°  Il peso di tanta responsabilità nel portare sulla schiena il numero di Zalayeta firmato dal Roby ne ha bloccato la vena realizzativi

2°  La maglia ha trasmesso al giocatore la stessa velocità e tecnica del Mr e non è ancora riuscito a capire bene come deve muoversi  con queste nuove doti.

A voi l’ardua sentenza...

CHE FINE HA FATTO MR LIBBA?

Sembrava una storia come tante altre ma nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo.

A fine acino d’oro Mr Libba salutava i  compagni di gioco e come tutti gli anni si apprestava a svernare fra palestra, piscina e corsa e così è stato per i primi mesi. Con l’avvicinarsi del Natale il talentuoso giocatore ha cominciato a saltare le sedute di palestra e a rinnegare la piscina; per non parlare della corsa, attività mai decollata in questa stagione se non una mezza uscita a novembre.

Si vocifera che qualcuno lo abbia visto di notte a rovistare nei pressi dei cassonetti della carta in zona “cruset” o leggenda vuole che sia apparso a un paio di partite dell’Olimpyadoss mostrando ancora una discreta forma. Fatto stà che neanche il suo socio di palestra ne ha quasi più notizia salvo qualche telefonata o qualche messaggio per vedere come sta andando la squadra.

Siamo però in possesso di una foto apparsa su Giovo informa in cui si suppone che il bomber si sia ritirato a vita da asceta in cima a san Floriano con un gregge di pecore e che scenda solo una volta al mese per vedere come stanno le sue donne.

Se qualcuno avesse notizie più dettagliate è pregato di farle pervenire in redazione.

I TATUAGGI DEL PEPPONE

“Chi al giorno d’oggi non ha un tatuaggio?”

Questo deve essere stato il pensiero del Peppone quando ha deciso di entrare al “Tatoo village” per farsi marchiare per tutta la vita. Fino al quel momento non aveva ancora pensato a cosa farsi incidere sulla pelle e adesso che era in sala d’attese i dubbi gli se presentavano come montagne insormontabili. Un sole? Una luna? Un drago? Un teschio? Una catena? Le idee affollavano la mente e non gli davano tregua, pressato com’era del passare dei minuti.

“Avanti il prossimo?” . A questa frase il panico entrò fin dentro le ossa e le gambe cominciarono a fare giacomo-giacomo. Raccolte tutte le forze el Dorione con la velocità che lo contraddistingue scostò la tenda e si sedette sulla poltrona in pelle di fronte allo specchio.

“Che cosa facciamo?” questa era stata la domanda fino ad allora temuta e adesso che era stata posta la soluzione era lì, apparsa come un miraggio, come un faro nella nebbia a indirizzare la dritta via, un’indicazione di uscita a tutte le sue domande. “Exit” e perché no?  (peccato che non si sia chiesto anche “e perché si?”)

“Exit” esclamo fiero. Il tatuatore non osò contraddire tale fermezza e si limitò a chiedere: “Dove?”

Dove, mai pensato a questo dettaglio; le preoccupazioni erano state solo cosa!

Pensando a come tutti lo avrebbero preso per il c….o per un simile tatuaggio penso:”Ma che vadano tutti a f……o!”  e così la scelta è stata obbligata.

DORIANO AL LAVORO

El Doriano è un lavoratore indomito, passa ore e ore al computer e quando poi torna a casa, anche lì la sua passione è la tecnologia. Computer, videoproiettori, macchine fotografiche digitali, play station, contapassi satellitari, dvd  sono le sue passioni.

Non appena ha un attimo libero e due euro che avanzano compra subito qualcosa di elettronico.

Sua anche la realizzazione e la gestione di questo sito dell’Olympiadoss” che sta a dimostrare la grande dimestichezza con il mouse e la rete.

Sono riuscito a contattare il suo datore di lavoro e mi ha confermato come il ragazzo sia dedito alla causa aziendale e come non si lamenti alla richiesta di straordinari. Su gentile concessione mi sono fatto mandare un foto della postazione di lavoro del suo miglior dipendente, la gazzella dell’Olympiadoss.

E poi dicono che chi ha a che fare con i computer e internet non pensa altro che al sesso e alle donnine nude che ci sono i certi siti.

EL MANUEL BAF

Tutti conoscono el Manuel Baf, giocatore dell’Olympiadoss. Negli ultimi tempi molti fan della squadra mi fermano per strada e mi chiedono: “ Ma el Baf en do el che l’è en po’ che no sel vede en giro!” e ancora “Ma el ancor vio l’om?”.

Per  tranquillizzare tutti confermo sempre che il giovane sta bene ma che avendo cambiato ditta adesso deve lavorare e ha meno tempo per i bar e la playstation. Inoltre ricordo che ha cominciato a “far for casa” e allora è preso dai preparativi. Inoltre potrebbe sfuggirvi alla vista visto che ha cambiato pettinatura passando da un taglio alla Toni a un look più moderno stile fotomodello, rasato a zero, occhiali a specchio e giubbottino  scamosciato in renna.

Effettivamente poi ci ripenso e mi rendo conto che è da un po’ che non vedo il BMW in giro per la val di Cembra e allora mi sono posto un quesito: “ Ma che fin ala fat la macchina ? ”. Molteplici domande e altrettante ipotesi mi affollano la mente ma non riesco a trovare risposte.

Un giorno mi trovo a passare sulla strada del Lago Santo e  come un’illuminazione la soluzione alle mie inquietudini.

EL POPO DEL BRACIOLA (GIORGIO)

Qualche mese fa, per l’esattezza il ………., il nostro portiere el Giorgio, è diventato papà, tutto grazie a quella santa de la Daniela.

Sembra che l’arrivo del piccolo Kimi abbia portato saggezza al Ciliadoro che da quando ha cambiato stile di vita prende meno gol e addirittura si tuffa per parare i tiri degli avversari.

Il piccolo è un angioletto: mangia e dorme che è un piacere e poi non si lamenta mai. I genitori sono contentissimi della loro creatura. Un bella storia in questa società e in questo periodo dove le coppie si separano per un niente e dove le ripicche e le discussioni metto moglie contro marito fino ad arrivare a non riconoscere i figli. C’è che chiede persino il test del DNA per essere sicuro che il figlio sia proprio suo come se quella donna che gli è stata vicina fino ad allora sia diventata immediatamente un’estranea.

Ma questo non è il caso dei nostri due amici, anche perché basta guardare il piccolo per capire che si tratta sicuramente del figlio del Braciola.

I VIAGGI DEL DORIONE

Se qualcuno non lo sapesse, nei mesi scorsi in nostro caro Dorione si è sposato. La Carmela ormai  ai 30 anni, nonostante volesse cercare un uomo con dei piedi normali, non ha voluto rischiare di restare zitella  ed ha accettato la proposta di matrimonio. Al sig. Ebner non è sembrato vero di avere in un colpo solo una donna e metà proprietà della casa a Verla e perciò non si è fatto sfuggire l’occasione.

Al matrimonio ha partecipato tutta la squadra (o quasi) ed è stata una possibilità di vedere da vicino l’uomo Dorione senza marsupio: ricordiamo che era dall’età di 3 anni e 7 mesi che non usciva di casa senza. La festa si è svolta per il meglio e dopo aver mangiato e bevuto come i porci, ci siamo intrattenuti alla spina della birra.I  due sposini hanno festeggiato per tutta la notte e il giorno dopo si sono alzati solo per mangiare cercando di riposarsi in vista della crociera che li attendeva.

Sono partiti, sono tornati, tutto bene.

Un giorno vado a portare al neo sposino alcuni Brachidanio Red per l’acquario e noto che il Dorione ha cambiato macchina: opel nuova di zecca. Mah, forse quella di prima era vecchia.

Poi un giorno girando in internet ho trovato alcuni fotoalbum con le foto delle vacanze e le cose strane che alcune persone incontrano in giro per il mondo.

Alla sezione “viaggi e dintorni” ho scoperto alcune immagini di sposini che erano in viaggio con i nostri amici  Dorian e Carmela e li ho capito molte cose.

Le ipotesi sono due: o in fase di parcheggio il caro Peppone si è impigliato con i piedi nei pedali e non è riuscito mettere la retromarcia  oppure non essendo avvezzo a viaggiare era convinto che la macchina facesse parte del bagaglio a mano.

EL DEL VAN BERTO E LA NATURA

Forse non tutti sanno che il nostro presidente Van Berto è un’amante della natura e in particolar modo di camminate in montagna e di animali.

In particolare vi ricordo che a casa ha un gatto di nome Leo e un pastore tedesco di nome Pablo, ma forse tutti non sanno che durante una delle innumerevoli escursioni in val di Rabbi ha importato abusivamente una marmotta, rubandola al parco nazionale dello Stelvio.

All’inizio la piccola bestiola ha risentito della lontananza dal suo habitat naturale, anche perché a ben vedere le Ville non sono proprio il posto ideale per simile animale, anche se bisogna dire che el Totti de Giovo ha cercato di attrezzare il giardino di casa in modo da mettere a suo agio la bestiola.

Con il passare del tempo mi sono dimenticato dell’animale e intanto sono passati i mesi. Un giorno prendo lo scooter per andare a fare un giro a Masen e transitando davanti a casa del presidente lo chiamo per vedere se si riusciva a scroccare una birra. Siamo andati in taverna e dopo alcuni minuti che discutevamo dei preparativi per L’acino d’oro, è entrata la marmotta e si è seduta sulla tavola.

In quel attimo mi sono ricordato dell’acquisto fatto qualche mese prima e con mio stupore ho potuto constatare come la bestiola si sia adattata perfettamente alle usanze del padrone. E’ proprio vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare. Non ho ben capito cosa accomuni i due ma qualcosa guardando l’animale mi ha ricordato il Van Berto. Ho scattato un foto in modo da darvi la possibilità di aiutarmi: forse voi siete un po’ più osservatori di quanto lo sia io.

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